La chiesa fu fondata da Eleonora d' Aragona nel 1342.Questa chiesa considera come secondo fondatore un ricco mercante catalano Antonio Pardo che fece fare diversi lavori di restaurazioni e abbellimenti lasciando con testamento metà del suo patrimonio a beneficio della chiesa.L' esterno della chiesa si presenta in superfici piatte intonacate con finestre, due portali e un cornicione sorretto da mensole da cui sporgono grondaie a forma di cannone.Sulla facciata principale descriviamo il portale che è in stile gotico catalano con i tre archi ogivali e ai lati due pilastri ottagonali.Molto più bello è il portale del lato della struttura di via Incisa, considerto uno dei lavori più preziosi del 400 siciliano.Questo portale fu disegnato da Francesco Laurana ed eseguito dal socio Pietro di Bonitate.L'interno e in stile barocco e gli stucchi e le decorazioni sono stati curati da Orazio Ferraro fra il 1609 e il 1624, il dipinto sulla parete meridionale che raffigura la Madonna dell' Itria e i dipinti che raffigurano la Crocefissione e la Madonna del Soccorso sono sua opera.Il soffitto è a cassettoni con decorazioni in oro zecchino con al centro una tela di autore ignoto che raffigura l'immacolata.Altre opere interessanti sono di Ferraro con l'Annunciazione della Vergine;opere di Testone con l' Adorazione dei Magi e Natività.Sull'altare maggiore è posta una statua lignea di Santa Margherita e sei riquadri laterali che raffigurano alcune scene della vita della santa.La pavimentazione attuale è composta da piastrelle in ceramica smaltate, di colore bianco e nero e sono realizzate in modello delle piastrelle trovate dopo alcuni scavi fatti in questa chiesa e risalgono alla metà del 600.La chiesa contiene anche un sarcofago con le ceneri di Antonio Pardo e un organo risalente al 1872 realizzato da Giuseppe La Grassa.Questa chiesa e ormai chiusa al culto ma rimane una stupenda amalgama di arte, cultura e storia ed attualmente viene utilizzata, oltre che complesso monumentale di attrazione turustica, per mostre, convegni e manifestazioni culturali.





























