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in questa foto non sei altro che la dimostrazione metaforica di te e del nostro carnevale... solo e
abbandonato davanti a uno dei più bei palazzi della città,il palazzo Steripinto, mentre fuori piove dirotto, chissà
l'avrai voluto tu.
L'avrai voluto tu, caro Peppe Nappa, ti sei fermato proprio lì, in quell'angolo, dove un tempo
il fiume di folla in maschera ti acclamava, mentre sfilavi con i più bei vestiti che profumavano
di sasizza e vino.
Forse tu stesso ci stai punendo per il carnevale più brutto di tutti i tempi, ancora peggio
dell'edizione scorsa quando Pulcinella voleva darti lezione di comportamento.
Che dispiacere! proprio quest'anno che ti hanno dedicato un francobollo con più di un milione e
mezzo di tiratura abbiamo fatto questa figura.
Magari vuoi farci riflettere, sei anche solidale con noi, fermandoti davanti a un tombino
saltato per la troppa furia dell'acqua.Hai avuto il coraggio di protestare, diversamente da noi
saccensi, impotenti davanti le transenne che durano mesi e mesi in prossimità delle buche.
Sei rimasto lì solo tutta la notte,abbandonato, sotto l'acqua, pensando all'odore di carta e
colla che un tempo si odorava in tutta la città a partire dall'autunno, a chi ti veniva a
trovare nei capannoni a partire da Natale e a chi, con amore, e senza denaro, ti costruiva pezzo
dopo pezzo.
Quante lacrime la notte del rogo.
Caro Peppe Nappa ci saranno tempi migliori, perora solo ricordi, ti lascio con una frase di un
inno scritto da chi veramente ti ha voluto bene:
"Ni sta città dunni lu suli nun tracodda mai, li desideri si ponnu avverà, a carnevà!"

vivisciacca

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